Il “pacchetto Salva-Casa” del Ministro Salvini: una nuova via per la regolarizzazione edilizia

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha recentemente annunciato l’introduzione della “norma Salva-Casa”, un’iniziativa finalizzata a intervenire sul panorama abitativo italiano. Questo pacchetto normativo si propone di regolarizzare piccole difformità o irregolarità strutturali presenti negli immobili, con l’obiettivo di risolvere una problematica che coinvolge una percentuale significativa del patrimonio edilizio del Paese.
Secondo quanto dichiarato dal Ministero, quasi l’80% del patrimonio immobiliare italiano presenta tali difformità o irregolarità. Queste variazioni possono riguardare diverse tipologie di situazioni, come difformità di natura formale, modifiche interne apportate dagli stessi proprietari, cambi di destinazione d’uso tra categorie omogenee o difformità che non possono essere sanate a causa della complessa normativa vigente.
Per comprendere meglio il significato e l’impatto di questa normativa, l’ingegnere Gianluca Urti della Urti Re Projects srl, con sede a Salerno, Roma e Venezia, ha fornito ulteriori dettagli e chiarimenti.

Mini sanatoria abusi edilizi: una risposta mirata
Il decreto Salvini si concentra principalmente sulla sanatoria di violazioni edilizie minori, con l’obiettivo di fornire una soluzione ai piccoli proprietari che da anni attendono la regolarizzazione delle proprie abitazioni. Questo pacchetto normativo si articola su diverse direttrici d’intervento:

  • si mira a sanare le discrepanze di natura formale dovute a errori o carenze nel progetto originale, corretti durante l’esecuzione in cantiere
  • si prevede di regolarizzare le difformità interne non strettamente formali, originate da modifiche apportate nel corso degli anni (ad esempio soppalchi, nicchie, tramezzi spostati)
  • si propone l’eliminazione del principio della “doppia conformità”, che attualmente impedisce la sanatoria di alcune situazioni
  • si considera l’adeguamento delle tolleranze costruttive, per consentire una maggiore flessibilità nella regolarizzazione degli immobili.

L’implicazione per la provincia di Salerno
L’approvazione di questo decreto avrebbe un impatto significativo anche nella provincia di Salerno, dove vi sono oltre 206.000 edifici residenziali, la maggior parte costruita tra il 1946 e il 1990. Tuttavia, è necessario valutare attentamente l’impatto di queste misure in relazione ai vincoli paesaggistici e storici che tutelano molte zone del territorio.

Una risposta definitiva?
Riguardo alla natura e alla durata delle disposizioni, è ancora da definire se queste saranno temporanee o destinate a entrare a regime nel testo unico per l’edilizia. Inoltre, rimane aperta la questione delle “lievi difformità”, che devono essere delimitate con precisione per evitare ambiguità. Si sottolinea anche la sfida rappresentata dalla conformità alle norme sismiche vigenti al momento della realizzazione dell’abuso, specialmente per edifici antichi.

Alleggerimento del carico sugli uffici tecnici e nuove regolamentazioni
Il pacchetto Salva-Casa intende alleggerire il carico sugli uffici tecnici comunali semplificando le procedure amministrative e introducendo nuove modalità di regolamentazione. Si prevede che gli sportelli unici possano condizionare l’emissione delle sanatorie all’esecuzione di lavori necessari per adeguare gli immobili alle normative correnti.

A chi è rivolta questa normativa?
Il decreto mira a sostenere i proprietari di immobili residenziali che si trovano nell’incapacità di non poter ristrutturare o vendere la propria abitazione a causa di irregolarità minori. Con un patrimonio immobiliare così vasto e con una percentuale significativa di case di proprietà, la normativa assume un’importanza cruciale nel favorire l’utilizzo effettivo degli immobili e nel risolvere le problematiche commerciali legate all’attuale assetto normativo.

In conclusione, il “pacchetto Salva-Casa” rappresenta un’importante iniziativa del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, finalizzata a risolvere una questione che coinvolge una vasta parte del patrimonio abitativo italiano, con l’obiettivo di semplificare le procedure, alleggerire il carico sugli uffici tecnici e favorire l’utilizzo effettivo degli immobili. Resta da vedere come verranno implementate queste misure e quali saranno i loro effettivi impatti sul territorio.

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