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Case Green: Intervista all’Ing. Urti sulla direttiva europea

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L’efficientamento energetico degli edifici è una priorità per l’Unione Europea. La nuova direttiva europea sull’efficienza energetica degli edifici mira a ridurre i consumi energetici degli edifici esistenti e a promuovere l’utilizzo di fonti rinnovabili per la produzione di energia. La direttiva ha l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 e di aumentare la sicurezza energetica dell’UE. L’applicazione della direttiva europea sull’efficientamento energetico degli edifici dovrà essere recepita da ciascuno Stato membro in base alle caratteristiche del patrimonio edilizio del territorio specifico.

In un’intervista al quotidiano Le Cronache l’ingegnere salernitano Gianluca Urti della Urti RE Projects srl, con tre sedi in Italia a Salerno, Roma e Venezia, fa il punto sulle case green e sottolinea che la direttiva non vieta la vendita o l’affitto per le abitazioni con classe energetica più bassa.

L’ingegnere afferma che la direttiva europea sulle case green mira a ridurre del 55% le emissioni nocive di energia e gas entro il 2030.  Per la zona di Salerno e Provincia questo significa l’efficientamento di 7 su 10 appartamenti entro il 2030 e 8 su 10 entro il 2033, cioè circa 140.000 abitazioni, di cui 40.000 solo nella città di Salerno. Nella bozza della direttiva in discussione sono escluse le unità immobiliari di superficie inferiore a 50 mq e gli immobili storici e vincolati.

La direttiva europea sulle case green prevede di identificare il 15% degli edifici a classe G, ovvero quelli più inquinanti, per gli interventi. In Campania, circa il 39% degli edifici è in classe G. Tuttavia, Salerno e la sua provincia hanno il vantaggio di avere un clima mediamente caldo e il buon irraggiamento solare consente di ottimizzare i rendimenti degli impianti fotovoltaici e dei collettori solari per la produzione di acqua calda sanitaria.

La direttiva europea sulle case green esclude gli immobili storici e protetti. L’ingegnere sostiene che negli ultimi anni, i centri storici delle città sono stati valorizzati attraverso il recupero e la rifunzionalizzazione degli edifici. Gli appartamenti sono stati dotati di moderni impianti di riscaldamento e raffrescamento a elevato rendimento e di infissi energeticamente performanti. Inoltre, la normativa ha facilitato l’installazione di pannelli fotovoltaici anche nei nuclei storici e sono già presenti tegole e pellicole fotovoltaiche che migliorano l’aspetto estetico e hanno un basso impatto sul contesto circostante.

Egli ritiene che gli Enti pubblici, le aziende e gli investitori punteranno più all’efficientamento degli edifici esistenti che alla costruzione di nuovi edifici con coefficienti energetici migliori. I costi per l’efficientamento sono generalmente molto inferiori a quelli per la costruzione di nuovi edifici e la posizione dell’immobile all’interno della città è un fattore importante per il valore di mercato di un immobile residenziale.

Inoltre, gli sgravi fiscali previsti per l’efficientamento rappresentano un incentivo per gli investitori. L’efficientamento energetico degli edifici può portare ad una maggiore attrattività degli edifici stessi, sia per quanto riguarda l’acquisto o la locazione, sia per quanto riguarda la qualità dell’ambiente abitativo. L’utilizzo di fonti rinnovabili per la produzione di energia può avere un impatto positivo sull’ambiente e sulla salute dei cittadini, riducendo le emissioni di sostanze inquinanti e migliorando la qualità dell’aria. Inoltre, l’efficientamento energetico può anche avere un impatto positivo sull’economia, poiché può ridurre i costi per i consumatori e per le aziende, oltre a creare nuove opportunità di lavoro e di investimento nel settore green.

In conclusione, l’ingegnere Urti, ritiene che l’efficientamento energetico degli edifici rappresenta un’importante opportunità per migliorare la qualità della vita dei cittadini, proteggere l’ambiente e sostenere lo sviluppo economico.

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